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Rapporto Ocse-Fao sulle cause della crisi alimentare

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Rapporto Ocse-Fao sulle cause della crisi alimentare

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Il dramma della fame nel mondo, l’aumento del prezzo dei beni di prima necessità, l’impennata dei consumi e dei costi energetici. Ecco il cuore tematico cui sono consacrati i tre giorni di lavori del vertice Fao di Roma.

Secondo un rapporto congiunto di Ocse-Fao, nel corso del prossimo decennio i prezzi resteranno elevati. E la liberalizzazione del mercato non è il solo imputato.

Il potere d’acquisto nei Paesi emergenti è cresciuto, di pari passo con i consumi: da 2150 calorie pro capite al giorno negli anni Settanta, si è passati in 30 anni a 2800 calorie. Si mangia in modo diverso, a partire dal maggior consumo di carne.

I cambiamenti climatici, poi, provocano cattivi raccolti e di conseguenza si crea uno squilibrio tra domanda e offerta.

E ancora, c‘è il problema del controverso successo dei biocarburanti. Secondo alcune stime, per la loro produzione, tra il 20% e il 50% dei raccolti di colza e mais viene sottratto alla funzione originaria: la produzione alimentare.

E’ su questo fronte che si concentrano le critiche delle Organizzazioni non Governative che seguiranno da vicino il vertice.