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Primarie Usa, la Clinton non demorde ma il partito gela le sue speranze

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Primarie Usa, la Clinton non demorde ma il partito gela le sue speranze

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Sul voto di oggi in Portorico, che mette in palio 63 delegati, pesa la decisione presa a Washington dai responsabili del Partito Democratico. Delusione per la Clinton.

In discussione era la sorte dei delegati, preziosi per Hillary, delle elezioni della Florida e del Michigan. I risultati erano stati congelati dal partito, per contrasti sulle modalità di svolgimento di quelle primarie.

Il Partito Democratico, in un’animatissima riunione, ha deliberato in modo sfavorevole alla Clinton, che non potrà incassare completamente quelle due vittorie. Delusi i suoi sostenitori, che hanno protestato.

“Hillary ha ricevuto il voto popolare, e il voto popolare è piu’ importante di tutto il resto”, dice una manifestate. “Se non si tiene in considerazione questo voto, che senso hanno le primarie?”.

Ciascun delegato di Florida e Michigan contera’ solo mezzo voto alla convention di agosto: poca cosa perche’ la Clinton possa recuperare il suo svantaggio.

Obama, anch’egli impegnato nel Portorico, ha accumulato, secondo le ultime stime, un vantaggio di 200 delegati. Secondo il New York Times ne avrebbe 1977, a un passo dalla soglia fatidica dei 2026.

Intanto è arrivato l’annuncio delle dimissioni di Obama, dopo venti anni di fervente appartenenza, dalla cosiddetta “Chiesa di Cristo” di Chicago. La decisione era nell’aria, dopo le imbarazzanti affermazioni del reverendo Wright, fino a qualche settimana fa amico intimo e ispiratore di Obama.

In una conferenza stampa, il candidato favorito ha auspicato di poter trovare una chiesa che rappresenti meglio i suoi valori. Il consenso degli americani, democratici e non, passa anche per questa strada.