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Il Paese al voto tra gli scontri, violenta sparatoria nel nord

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Il Paese al voto tra gli scontri, violenta sparatoria nel nord

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La giornata elettorale nell’ex Repubblica jugoslava di Macedonia è iniziata tra le violenze.
Ci sono stati un morto e numerosi feriti durante una sparatoria in una città a maggioranza albanese, Aracinovo.

Le operazioni di voto in quest’area sono state sospese per motivi di sicurezza. Secondo la polizia lo scontro è avvenuto dopo che una sua pattuglia è stata colpita. L’accesso alla città nel nord del Paese, 10 chilometri dalla capitale Skopie, è stato bloccato.

L’Unione democratica per l’integrazione, partito della minoranza albanese, ha affermato invece di essere stato il bersaglio dell’attacco e ha accusato la formazione rivale, il Partito democratico albanese. La campagna elettorale è stata già segnata da scontri tra questi partiti.

Il voto è visto come un test per il Paese che aspira a entrare nell’Unione Europea e nella Nato. Temi centrali di tutti. Come per il partito favorito nei sondaggi la Vmro, di orientamento conservatore, guidato dal primo ministro Nikola Gruevski. Gruevski ha indetto il voto dopo il fallimento delle trattative per l’ingresso nella Nato al vertice di Bucarest a causa del veto greco.

Per facilitare questo cammino il partito di opposizione, l’Unione social-democratica di Radmila Sekerinska ha esortato a trovare un compromesso con Atene che da anni contesta l’uso del nome Macedonia perché indica anche una sua regione. Il Paese è tra i più poveri d’Europa con un tasso di disoccupazione oltre il 35 per cento.