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Soddisfazione delle famiglie delle vittime per l'ergastolo all'Orco delle Ardenne

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Soddisfazione delle famiglie delle vittime per l'ergastolo all'Orco delle Ardenne

 Soddisfazione delle famiglie delle vittime per l'ergastolo all'Orco delle Ardenne
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Le famiglie delle vittime hanno accolto come una liberazione l’ergastolo inflitto a Michel Fourniret, soprannominato l’Orco delle Ardenne. Il francese, che ha confessato un’irresistibile attrazione per le vergini, è stato condannato per sette degli omicidi per i quali è sospettato.

Così la madre di Isabelle Laville, stuprata e uccisa a diciassette anni: “Quello che spero è che serva da lezione agli altri perversi: che sappiano che un giorno la giustizia li prenderà”.

Per chi, come Joelle Parfondry, che dopo essere riuscita a scampare a un’aggressione di Fourniret non era uscita di casa per due anni e mezzo la sensazione è di sollievo: “Mi sento davvero meglio e ho voglia di continuare, ho voglia che la vita continui e di dimostrare che riserva ancora tante belle cose”, dice la ragazza.

Con Monique Olivier, moglie e complice di Michel Fourniret, i giudici sono stati più clementi: ergastolo commutabile in 28 anni di reclusione.

Ma potrebbe non essere l’ultima parola. A fine giugno la coppia dovrà essere sentita per altri due omicidi: quelli di una ventenne inglese e di una francese di diciannove anni, portatrice di handicap, il cui corpo non è stato mai ritrovato.