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Polonia, gli storici cantieri navali nel mirino di Bruxelles

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Polonia, gli storici cantieri navali nel mirino di Bruxelles

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I cantieri navali polacchi rischiano di affondare, sotto la minaccia di dover restituire i massicci aiuti di stato percepiti a dispetto delle norme europee. Nel mirino di Bruxelles ci sono in primo luogo i cantieri di Gdynia e Szczecin, due imprese pubbliche che danno lavoro a ottomila persone e producono una ventina di navi all’anno.

Il portavoce della Commissione, Jonathan Todd, ha dichiarato che i due cantieri potrebbero salvarsi solo se il governo di Varsavia proponesse un credibile piano di ristrutturazione in tempi brevi. In questo caso, Bruxelles si riserverebbe di esaminare la sostenibilità del progetto sul lungo termine, prima di prendere una decisione.

Il terzo cantiere navale polacco, quello di Danzica, acquistato l’anno scorso dal gruppo privato Donbass Union, ha un mese di tempo per presentare un piano di sviluppo in grado di giustificare i finanziamenti pubblici ricevuti in passato. Altrimenti anche in questo caso si profilerebbero sanzioni, che potrebbero causare la chiusura del cantiere dove negli anni ’80 nacque il movimento Solidarnosc. Un’eventualità che avrebbe gravi ripercussioni per il governo di centro destra del primo ministro Donald Tusk.

Sebbene negli anni passati Varsavia abbia accordato un miliardo e mezzo di euro in aiuti per la riconversione, solo un cantiere su tre è stato finora privatizzato.