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Conferenza internazionale sull'Iraq a Stoccolma

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Conferenza internazionale sull'Iraq a Stoccolma

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L’Iraq ha fatto notevoli progressi secondo la comunità internazionale, ma la vita della popolazione irachena resta una lotta quotidiana. L’anno scorso a Sharm el Sheik, su iniziativa dell’Onu, un gruppo di un centinaio di paesi aveva siglato un accordo in cui l’Iraq si impegnava ad attuare una serie di riforme, in cambio di un maggiore sostegno internazionale. Ora, a Stoccolma si traccia un primo bilancio.

“Notevoli progressi – sostiene il segretario generale dell’Onu Ban ki Moon – sono stati fatti nei tre settori chiave: sicurezza, politica e economia, nonostante fossero sfide difficili. Per questo il Premier Al Maliki, il governo e il popolo iracheno meritano le nostre congratulazioni”.

Il piano di stabilizzazione per l’Iraq si sviluppa su 5 anni.

A Stoccolma il premier iracheno ha evidenziato le difficoltà che sta attraversando il suo paese e ha chiesto la cancellazione totale del debito. Un appello rivolto soprattutto ai paesi arabi vicini, che restano i principali creditori. Ai paesi occidentali al Maliki ha chiesto invece soprattutto aiuto tecnico per rimettere in piedi l’economia.