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Molti pescatori francesi riprendono il mare, ma il messaggio è arrivato a Bruxelles

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Molti pescatori francesi riprendono il mare, ma il messaggio è arrivato a Bruxelles

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La protesta dei pescatori francesi continua anche se le defezioni non mancano. Ma il messaggio è lanciato a livello europeo. I ministri francese e spognolo della Pesca hanno chiesto aiuti diretti all’Unione Europea. Secondo il francese Michel Barnier una soluzione comune dovrebbe essere discussa in giugno. E a Bruxelles si terrà la prossima settimana una manifestazione di protesta: “La politica dei Paesi si decide là” dice un lavoratore. “Quindi è là che noi pescatori c’incontreremo per poter influenzare questa Europa, è là che ci faremo sentire”.

Ormai due settimane di agitazione contro l’aumento del prezzo del carburante hanno tuttavia spinto parte degli addetti del settore in Francia a riprendere il mare. La Rochelle, sulla costa atlantica:

“In diversi vogliono ricominciare a lavorare” spiega un pescatore. “Siamo divisi, più o meno 50% e 50%”.

Il ministro portoghese Jaime Silva si è detto scettico circa la possibilità di aiuti al settore. Mentre in Catalogna, Spagna, la confederazione che unisce 20.000 pescatori lancia un appello allo sciopero ad oltranza e le associazioni italiane di categoria chiedono soluzioni tampone per l’emergenza, fondi europei e interventi strutturali per rilanciare la filiera.