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Dai pescatori ai camionisti, si allarga in Europa la protesta contro il caro-gasolio

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Dai pescatori ai camionisti, si allarga in Europa la protesta contro il caro-gasolio

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In diversi porti di Francia, Italia, Spagna e Portogallo, i pescatori si preparano a uno sciopero ad oltranza a partire da venerdì: extrema ratio per sollecitare l’Unione europea ad intervenire a sostegno del settore, penalizzato dal caro gasolio.

Mentre la protesta si estende, il fronte comincia però a incrinarsi: dopo un’ingiunzione della magistratura, nei porti francesi di Calais e Dunquerque il blocco è stato revocato, fino al prossimo incontro dei ministri europei della pesca, il 23 giugno.

Guy Vernave, direttore dell’Associazione Europeche, che raggruppa diverse federazioni nazionali della pesca in Europa, sostiene che la situazione non può continuare. “I pescatori sono stretti in una morsa – dichiara – il pescato viene acquistato a prezzi sempre più bassi: talvolta c‘è una differenza da uno a dieci tra quanto incassa un pescatore e il prezzo esposto nei supermercati”.

Il carburante alle stelle spinge a protestare anche gli autotrasportatori. Dopo la Francia, i camionisti si sono mobilitati in Bulgaria, dove centinaia di mezzi pesanti hanno occupato le strade di accesso alla capitale Sofia. Affiancati dai taxisti, rivendicano aiuti di stato per far fronte alla crisi.