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Save the Children denuncia: abusi su bambini da parte di Onu e Ong

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Save the Children denuncia: abusi su bambini da parte di Onu e Ong

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Sesso in cambio di cibo. Accade in Sudan, ad Haiti, in Costa d’Avorio, paesi in preda alla guerra e alla miseria. Accade a bambini, le prime vittime di queste catastrofi. E vittime delle stesse persone che sono lì per aiutarli.

Save the Children lancia l’allarme: ad abusare dei bambini sono caschi blu e volontari di organizzazioni umanitarie. L’inchiesta dell’Ong britannica, che non esce indenne dallo scandalo, si basa sulle testimonianze di centinaia di bambini, alcuni di soli sei anni.

Jasmine Whitbread, direttrice generale di Save the Children, spiega: “L’abuso sessuale di bambini in situazioni di crisi da parte delle persone che sono inviate sul posto per proteggerli, peacekeeper e operatori umanitari, continua senza essere denunciato. Quel che il rapporto mette in luce è che i bambini hanno paura di farsi avanti e denunciare i casi di abuso, cose come stupri o scambi di sesso contro cibo, perché temono rappresaglie. È disgustoso che una minoranza di persone continui a comportarsi in questo modo, infangando l’intera comunità dell’intervento umanitario”.

La notizia non è del tutto nuova. Le stesse Nazioni Unite avevano già ammesso in un rapporto del 2005 che i casi di abusi sessuali da parte del personale umanitario erano un problema endemico, e avevano proposto misure radicali per combatterlo, come la creazione di corti marziali. Ma Save the Children propone di fare di più, soprattutto per la prevenzione.

Dice l’esperta di protezione dei bambini Corinna Csaky: “Abbiamo bisogno di un comitato di controllo globale per tutte le nostre organizzazioni, Save the Children inclusa, che tenga dei resoconti. E dobbiamo investire di più per evitare che questo tipo di abusi venga commesso. Perché la maggior parte dei bambini violati sono orfani, bambini separati dalle loro famiglie? Bisogna aiutare questi bambini vulnerabili, in modo che non siano costretti a ricorrere al sesso per sopravvivere”.

L’Onu, che da sola conta 80 mila soldati e oltre 200 mila operatori in tutto il mondo, ha dichiarato che il rapporto di Save the Children sarà studiato con grande attenzione.