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Nepal, sfratto al re Gyanendra

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Nepal, sfratto al re Gyanendra

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Se il sovrano Gyanendra non abbandona domani il palazzo reale, il governo nepalese è pronto a farlo partire con la forza. Domani l’Assemblea costituente eletta in aprile si riunisce per proclamare la fine della monarchia, che nel paese fu stabilita 239 anni fa. L’abolizione del potere monarchico è il punto centrale di un accordo di pace che è stato stretto con i ribelli maoisti due anni fa e che ha posto fine ad un decennio di guerra civile.

Nella capitale Katmandu, le misure di sicurezza sono particolarmente severe in questi giorni delicati, due bombe sono esplose ieri davanti all’Assemblea Costituente, senza tuttavia provocare vittime.

Sono vietate le manifestazioni, ma molte formazioni politiche, i maoisti guidati dal leader Prachanda in testa, si sono dette intenzionate a celebrare la fine della monarchia nelle strade di Kathmandu.

Molti in Nepal sperano che questo sia l’inizio di un nuovo corso per il paese, come spiega un cittadino della capitale: “Un nuovo Nepal non deve avere re… il re ha già perso il suo status e il popolo ha perso fiducia in lui”.

Voltata la pagina della monarchia, resterà da trovare un’intesa tra i vincitori delle ultime elezioni per formare un governo.