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La protesta dei pescatori francesi si espande in Europa

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La protesta dei pescatori francesi si espande in Europa

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I pescatori francesi non mollano. Lo sciopero per il caro gasolio continua e si estende a livello europeo. Gli addetti del settore in Italia hanno lanciato un appello a sostenere i cugini d’Oltralpe. Arrivano in ordine sparso anche portoghesi e spagnoli uniti dalla protesta contro l’aumento del prezzo del carburante per i pescherecci.

“Gli spagnoli sono con noi, i belgi pure” dice un francese. “Aspettiamo, ma tutti i pescatori sono sul piede di guerra. E altre categorie professionali si uniranno a noi”.

Almeno nelle intenzioni la protesta è indetta a tempo indeterminato. A partire dal blocco della circolazione sulle autostrade che in Francia ha caratterizzato l’intera giornata di lunedì.

In Portogallo gli armatori spiegano che le ripercussioni della crisi petrolifera rappresentano solo la goccia che ha fatto traboccare il vaso. I salari bassi spingono un numero crescente di pescatori a cercare lavoro altrove.

“Chi lavora sui pescherecci se ne va” dice un lavoratore portoghese. “Non guadagnano abbastanza. Anche se si mettono insieme 5.000 euro a settimana, dopo aver pagato tutte le spese non resta un solo centesimo”.

In Catalogna, Spagna Nord-orientale, i pescatori hanno indetto lo sciopero con quattro giorni d’anticipo sulla manifestazione nazionale prevista per venerdì a Madrid. Nel fine settimana è poi annunciata un’azione dei lavoratori europei del settore a Bruxelles.