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L'insediamento del nuovo Presidente libanese non basta a evitare nuovi scontri a Beirut

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L'insediamento del nuovo Presidente libanese non basta a evitare nuovi scontri a Beirut

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Il Libano celebra l’insediamento di Michel Suleiman come nuovo Presidente, ma gli spari in aria in segno di festa si mescolano a quelli veri. Uno scontro a fuoco fra militanti dell’opposizione sciita di Hezbollah e i sostenitori della maggioranza antisiriana è avvenuto lunedì sera, nella parte Ovest di Beirut.

L’episodio ha seguito di poco il discorso del leader libanese sciita Hassan Nasrallah, smentendo con i fatti le sue parole. Non useremo le armi a fini politici, aveva detto Nasrallah che ha dato la sua benedizione al nuovo Capo di Stato e assicurato che Hezbollah non imporrà il proprio programma.

Suleiman – con il quale Hezbollah si è detto pronto a collaborare – si è insediato ieri al palazzo presidenziale, assumendo una carica vacante da 6 mesi.

Davanti all’ex capo dell’esercito il difficile compito di formare un governo in un paese lacerato da 18 mesi di violenze.

Saâd Hariri, leader della maggioranza antisiriana, figlio dell’ex Premier assassinato Rafik, e il Premier dimissionario Fuad Siniora sono i potenziali candidati alla guida del futuro esecutivo.