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Suleiman è il nuovo presidente, in vista sfide difficili

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Suleiman è il nuovo presidente, in vista sfide difficili

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La gioia ha invaso le strade di Beirut, teatro di violenti scontri all’inizio di maggio. Il Libano ha un nuovo presidente, Michel Suleiman, esce da 18 mesi di stallo e dalla più grave crisi dalla fine della guerra civile nel ’90.

In parlamento Suleiman, finora comandante dell’esercito, ha esortato all’unità del Paese e ha auspicato relazioni diplomatiche con la Siria. La poltrona di presidente era vuota da novembre quando era finito il mandato di Emile Lahoud.

Dopo mesi di contrasti tra la maggioranza antisiriana e l’opposizione filo-Damasco il 21 maggio è arrivato l’accordo, a Doha, in Qatar.

A salutare il nuovo presidente molti rappresentanti di Paesi stranieri. “E’ certamente un nuovo inizio, forse domani o martedì avremo un governo. Si sta andando nella giusta direzione”, ha detto il ministro degli Esteri francese Bernard Kouchner.

Suleiman ha davanti molte sfide: avviare la riconciliazione del Paese, formare un governo di unità nazionale probabilmente guidato da Saad Hariri. Hezbollah avrà diritto di veto, come stabilito a Doha, dove è stata però lasciata in sospeso la questione del disarmo del “partito di Dio”.