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Migliaia di stranieri in fuga dalle violenze, il presidente Mbeki condanna gli atti di xenofobia

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Migliaia di stranieri in fuga dalle violenze, il presidente Mbeki condanna gli atti di xenofobia

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Tra gli stranieri in fuga ci sono cittadini del Mozambico. In due settimane le violenze contro gli immigrati, accusati di togliere il lavoro ai sudafricani, hanno fatto oltre 40 morti e venticinquemila senzatetto.

Molti hanno trovato rifugio nei centri di accoglienza temporanea, sedicimila mozambicani sono invece già rientrati a casa.

Alcuni hanno criticato il governo e il presidente Thabo Mbeki di essersi mossi lentamente contro le violenze scoppiate a Johannesburg ed estesesi in altre sette province. “Siamo di fronte a qualcosa di vergognoso, è una vergogna per il nostro Paese dove è stato permesso a un pugno di persone all’interno delle nostre comunità di compiere crimini contro altri africani che vivono assieme a noi. Dobbiamo agire con fermezza contro questi atti e fermarli”, ha detto Mbeki.

Migliaia di cittadini sudafricani hanno manifestato a Johannesburg contro la xenofobia e accusato le istituzioni di non aver saputo prevenire le aggressioni fomentate, secondo il direttore dell’intelligence, da personaggi legati agli apparati del vecchio regime dell’apartheid finita 14 anni fa.