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Caro-petrolio: si estende la protesta dei pescatori

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Caro-petrolio: si estende la protesta dei pescatori

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La protesta dei pescatori francesi rischia di allargarsi a tutta l’Europa. Contro il rincaro del gasolio hanno manifestato oggi anche i pescatori belgi. Quelli portoghesi e spagnoli sono pronti a inscenare azioni di protesta la prossima settimana. Le richieste sono, per tutti, le stesse: reclamano aiuti economici per far fronte alla crisi causata dal caro-petrolio.

La situazione piú difficile resta quella francese: la raffineria Total di Dunkerque è stata isolata. Il ministro francese alla pesca, Michel Barnier, ha annunciato di aver ottenuto il via libera da Bruxelles per interventi indiretti.

“Gli aiuti diretti per abbassare il prezzo del gasolio alla pompa sono stati ritenuti illegali dalla Commissione e ora siamo costretti a rimborsarli. Non voglio raccontare frottole ai pescatori. Quello che possiamo fare è aiutarli a rinnovare i pescherecci”.

Un impegno che non basta agli operatori del settore. Le proteste continuano, in molti porti francesi. Anche a Zeebrugge, in Belgio, i pescatori denunciano una situazione insostenibile. Regalano pesce fresco per attirare l’attenzione.

“Il governo – dice questo abitante del luogo – deve fare qualcosa, non solo per i pescatori, ma anche per l’indotto. Cosí non si puó vivere”.

In Italia il nuovo ministro alle politiche agricole, Luca Zaia, forse per prevenire agitazioni, ha chiesto un intervento coordinato della Commissione europea.