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Le violenze xenofobe spingono 13.000 stranieri alla fuga dai sobborghi di Johannesburg

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Le violenze xenofobe spingono 13.000 stranieri alla fuga dai sobborghi di Johannesburg

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La polizia in sudafricana ha disperso una folla di circa 700 connazionali che, armi rudimentali alla mano, minacciavano di accanirsi ulteriormente contro gli stranieri appena cacciati dalla zona. Le violenze xenofobe sono scoppiate nei sobborghi di Johannesburg una decina di giorni fa.

Da allora almeno 24 persone sono state uccise. “Io non ho nessun problema ma non voglio questa gente qui. Se ne devono tornare a casa, è per colpa loro che non abbiamo lavoro”, dice un sudafricano. I sudafricani prendono di mira gli immigrati provenienti soprattutto da Zimbabwe, Mozambico e Malawi.

Chiedendo a uno zimbabwese perché è stato preso di mira la risposta è semplice: “Perché sono uno straniero, ecco perché mi hanno picchiato”.

13.000 persone hanno dovuto lasciare le loro abitazioni per cercare rifugio altrove, a volte all’interno di chiese, ha affermato l’Onu. Il ministro sudafricano della sicurezza si è recato in uno dei sobborghi e ha annunciato un maggiore dispiegamento di polizia.

In molti chiedono anche l’invio dell’esercito per mettere fine alle violenze.