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I georgiani al voto per un'elezione considerata dalla Nato come un test di democrazia

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I georgiani al voto per un'elezione considerata dalla Nato come un test di democrazia

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La Georgia vota oggi per il rinnovo del parlamento quattro mesi dopo la sospetta rielezione del Capo dello Stato. I Paesi europei membri della Nato osservano da vicino questo scrutinio per testare le credenziali democratiche dell’alleato presidente Mikhail Saakashvili. Se alle numerose denunce già ricevute su presunte intimidazioni e violazioni nella campagna dovessero aggiungersi constatazioni di brogli, l’Occidente potrebbe rivedere la sua linea di sostegno incondizionato.

Saakashvili, in un discorso pronunciato al monastero di Gelati, luogo simbolo della storia e della cultura georgiana, ha fatto appello all’unità tra i vari partiti e ha auspicato che le elezioni siano regolari.

Ma l’opposizione già manifesta. Levan Gachechiladze, candidato sconfitto alle ultime presidenziali e leader di una coalizione di nove partiti minaccia: “Se le autorità manipoleranno le elezioni mobiliteremo in massa i nostri sostenitori. Irromperemo nella Commissione elettorale e annunceremo noi stessi i risultati”.

A influenzare le elezioni in Georgia, oltre alle tensioni politiche ci sono anche quelle territoriali, con le regioni separatiste dell’Abkazia e dell’Ossezia del Sud al centro di un braccio di ferro con la Russia.

Stando ai sondaggi il partito filo-occidentale del presidente Saakashvili potrebbe perdere la maggioranza assoluta in parlamento.