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La Georgia al voto, per Occidente una prova di tenuta democratica

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La Georgia al voto, per Occidente una prova di tenuta democratica

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Non una semplice elezione, ma un vero e proprio test democratico. La Georgia rinnova il Parlamento domani sotto lo sguardo attento dell’Occidente, che osserva la tenuta delle istituzioni del Paese caucasico. L’ex repubblica sovietica, candidata a diventare membro della Nato, si trova a un punto critico. Non solo per la disputa con Mosca sulle repubbliche separatiste di Abkhazia e Ossezia del Sud. Ma anche per il timore di brogli. Tutta l’attenzione è puntata sul Presidente Mikhail Saakashvili, che deve ricostruire le proprie credenziali, precipitate dopo l’uso del pugno di ferro con l’opposizione.

Il suo partito è dato in leggero vantaggio, ma le difficoltà sono dietro l’angolo. Ad aggiungere incertezza, la forte percentuale di indecisi. Al voto sono chiamato 3 milioni e mezzo di cittadini. Per i risultati definitivi occorrerà attendere circa una settimana. L’opposizione, guidata da Levan Gachechiladze, ha come obiettivo quello di spodestare Saakashvili. Grida ai brogli e si dice pronta a scendere in piazza in caso di irregolarità.