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Lutto nazionale per le vittime del sisma

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Lutto nazionale per le vittime del sisma

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Lunedì scorso, alle 14.28 ora cinese, le 8.28, ora centrale europea, nel Sichuan la terra si metteva a tremare per due interminabili minuti. Alla stessa ora, oggi, la Cina si è fermata per tre minuti, momento forte del primo dei tre giorni di lutto nazionale decretati per le 71mila vittime, fra morti, dispersi e persone ancora sotto le macerie, che ormai figurano nel bilancio ufficiale. Le bandiere sono a mezz’asta e anche la fiaccola olimpica si ferma per tre giorni.

Nella capitale Pechino e dappertutto nel paese, anche le scolaresche partecipano alla cerimonia, in ricordo di tanti loro coetanei che sono morti nelle scuole crollate del Sichuan. Ma c‘è anche il problema dei bambini rimasti senza genitori, gli abitanti di Pechino ne sono coscienti: “Non posso fare nulla – dice una donna che trattiene a stento le lacrime – Non posso adottare nessun bambino, perché ho già due figli. Allora ho donato del denaro, per aiutarli da qui”.

Il movimento tellurico, pari a 7,9 gradi sulla scala Richter, ha praticamente raso al suolo diverse centri abitati, fra cui quello di Beichuan. Contava 160mila abitanti, ora è ridotto a una città fantasma. Qualcuno si aggira ancora vicino alle macerie della scuola elementare. Sono i genitori di uno scolaro. Il loro figliolo è morto là sotto. Ma ormai anche recuperare i corpi risulta difficile, mentre le squadre dei soccorsi irrorano le rovine di disinfettante per scongiurare le epidemie.

E il terremoto continua a sferrare colpi di coda. Duecento soccorritori sono stati inghiottiti da un’improvvisa colata di fango.