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Ancora scosse in Cina, 29.000 le vittime accertate

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Ancora scosse in Cina, 29.000 le vittime accertate

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La terra trema in Cina e non da tregua ai soccorritori che ancora scavano sotto le macerie. In un video amatoriale le scene vissute oggi nella località di Wenchuan quando una scossa di assestamento ha interrotto il discorso del Presidente cinese Hu Jintao in visita nella provincia di Sichuan colpita dal grande sisma di lunedì scorso.

Esercito e volontari continuano a cercare. Un turista tedesco è stato trovato in vita dopo 114 ore. Altre trenta tre persone sono state salvate a Beichuan, una delle città più vicine all’epicentro, insieme a Qinghuan dove 1,2 milioni di persone sono state evacuate e a Deyang, città nella quale, secondo le autorità, hanno perso la vita fra le 10.000 e le 20.000 persone.

Numerose nuove scosse hanno costretto oggi ad evacuare diverse migliaia di persone vicino a Beichuan dove sono a rischio rottura gli argini di un bacino idrico che si è formato proprio in seguito al terremoto.

Intanto procede la conta delle vittime. Il bilancio ufficiale fornito dal governo parla di 29.000 morti. Ma sono le stesse autorità di Pechino ad ammettere il timore che il numero complessivo di morti possa arrivare a 50.000.

Il Primo ministro Wen Jiabao, che fino a ieri ha diretto personalmente le operazioni di soccorso prima di cedere il compito al Presidente Hu Jintao, ha sottolineato che questo terremoto è l’evento naturale più catastrofico che abbia interessato la Cina negli ultimi 60 anni. Un dramma che ha bruscamente cancellato le polemiche internazionali sulle Olimpiadi, attese per agosto, e il rispetto dei diritti umani nel Paese.