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Cina, inchiesta sulla stabilità degli edifici

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Cina, inchiesta sulla stabilità degli edifici

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Mentre continua l’opera di soccorso ai terremotati cinesi, il governo ha aperto un’inchiesta sulla stabilità degli edifici. Beichuan, per esempio, città piena di palazzi di recente costruzione, ora è una città fantasma, con la popolazione decimata.

Il presidente Hu Jintao è oggi nel Sichuan, la regione più colpita dal sisma di lunedì. Ha visitato Mianyang, dove sono morte 8 mila persone, divenuto il centro di accoglienza dei sopravvissuti del sisma, il più distruttivo in Cina dal 1949.

Il numero delle vittime è stato ufficialmente elevato a 22 mila morti accertati e 160 mila feriti, ma anche le fonti ufficiali prevedono che il bilancio sia destinato a toccare le 50 mila unità.

Continuano comunque i salvataggi dalle macerie. Un bimbo è stato estratto in vita a 80 ore dal terremoto; mentre nella scuola di Hanwang, crollata mentre un migliaio di scolari erano a lezione, la tragedia è totale. I ragazzi sono quasi tutti morti.

La disperazione dei genitori è accompagnata dalla rabbia nel vedere che anche gli edifici scolastici non erano stati costruiti con sufficienti garanzie antisismiche. Oltre 130 mila soldati sono impegnati nelle operazioni di soccorso. Il governo cinese ha accettato l’offerta di numerosi Paesi stranieri di inviare equipe specializzate nella ricerca di sopravvissuti.