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Cannes si scrolla di dosso le paillette: la svolta "seria" con Sean Penn

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Cannes si scrolla di dosso le paillette: la svolta "seria" con Sean Penn

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A più di 60 anni risplende ancora di star e paillette. Lusso e bellezza. È questa la reputazione che Cannes si trova incollata addosso. Gli altri festival lo guardano dall’alto in basso. In primo piano ci sono i divi sulla Croisette, il cinema è un accessorio.

Ma no, non è vero, protestano i padri del festival. È un giudizio ingiusto. A Cannes ci sono le star E il cinema. Anzi, le star al servizio del cinema.

È quanto meno quello che cerca di spiegare il maestro di cerimonie di quest’anno: “Si fa venire quel che c‘è di più chiassoso, di cacofonico, al limite della volgarità. Il calciatore, la modella, la star delle acconciature, degli abiti, delle dentiere, degli yacht, e allora tutte le telecamere vengono a vedere ‘che cosa succede’ e, be’, ora che sono qui gli facciamo vedere i film, la cosa principale”.

La cosa principale. La sua ragion d’essere. In effetti La palma d’oro da sempre premia film d’autore che trovano nella Croisette un trampolino verso la celebrità.

E ora il festival vuole scrollarsi di dosso un po’ di paillette. Thierry Frémaux, delegato generale del festival, dice: “Quest’anno abbiamo voluto cominciare un nuovo ciclo secondo l’idea che la cosa più importante all’interno del festival di Cannes… sì, ci sono le feste, sì, c‘è la costa azzurra, sì, c‘è il business, c‘è il glamour, ma più importante di tutto è il cinema”.

E nessuno poteva incarnare questa svolta meglio del presidente della giuria di quest’anno: Sean Penn, attore e regista, lui stesso premiato qui e ben noto per le sue convinzioni politiche contro la guerra in Iraq e George Bush. Convinzioni che ha espresso così: “Penso che i film parlino d’amore e che l’arte parli d’amore, e in questo modo si capisce che il cervello in realtà ha una sua ragion d’essere quando si connette con il cuore, e quando qualcuno agisce senza cervello e senza cuore finisce per uccidere centinaia di migliaia di persone in tutto il mondo”.

Sean Penn ha anche avvertito che il suo giudizio sarà influenzato dagli eventi dell’attualità.
Dei 22 film in competizione, la maggior parte tocca temi delicati e dolorosi. La palma andrà probabilmente a uno di questi.