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Bush in Arabia Saudita per frenare la corsa del petrolio

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Bush in Arabia Saudita per frenare la corsa del petrolio

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Iran e petrolio in cima all’agenda del Presidente degli Stati Uniti George Bush. In Arabia Saudita per una tappa di 24 ore durante il tour in Medio Oriente che si concluderà in Egitto, Bush è stato accolto a Riad dal Re saudita Abdallah.

Il ruolo di predominio che l’Iran di Mahmud Ahmadinejad sta via via assumendo nella regione è oggetto di comune preoccupazione per Washington e Riad.

Ma il tema sul quale Bush va all’attacco riguarda il prezzo del petrolio. L’Arabia Saudita detiene un quarto delle riserve di greggio a livello mondiale, con una produzione di circa 9 milioni di barili al giorno. Gli Stati Uniti chiedono al Paese leader dell’Opec di intervenire per contenere il prezzo del petrolio ormai alle stelle.

L’Arabia Saudita aveva già espresso la sua posizione in occasione della precedente visita di Bush in gennaio: l’offerta sul mercato è sufficiente, i continui rialzi dell’oro nero sono da imputare alla speculazione.

Durante la visita i due Paesi hanno concluso una serie di accordi per proteggere le infrastrutture energetiche saudite dal terrorismo e per la cooperazione in materia di nucleare civile. Dopo il Bahrein e gli Emirati Arabi, l’Arabia Saudita è il terzo Paese del Golfo a sottoscrivere accordi di questo tipo con Washington.