ULTIM'ORA

ULTIM'ORA

Gli insegnanti francesi denunciano la soppressione di posti di lavoro

Lettura in corso:

Gli insegnanti francesi denunciano la soppressione di posti di lavoro

Dimensioni di testo Aa Aa

Fra i settori della pubblica amministrazione mobilitati oggi in Francia, il più arrabbiato è quello dell’istruzione. Gli insegnanti denunciano il ritorno, per le elementari, a programmi ormai non più adatti ai tempi e soprattutto la questione della soppressione di posti di lavoro. 22.900 quest’anno nell’intero settore pubblico, 11.200 nell’istruzione.

Se ne prevedono 35 mila nel 2009 per un risparmio di mezzo miliardo di euro. La metà dei funzionari che andranno in pensione non saranno sostituiti. Funzionari che oggi in Francia sono 5 milioni, il 22 per cento dei lavoratori.

La riforma non è una sorpresa. È stato uno dei temi della campagna elettorale di Sarkozy. Che da presidente lo scorso settember insisteva: “La Francia vive al di sopra dei propri mezzi. Abbiamo 1.200 miliardi di euro di debiti. Stipendi e pensioni costituiscono il 45 per cento del bilancio. Non è possibile rimpiazzare tutti quelli che vanno in pensione”

Ma nel settore dell’istruzione, questa riduzione di effettivi si scontra con una crescita del numero degli allievi. Per i professori, questo significa un numero maggiore di studenti per classe o più ore di straordinario. Xavier, insegnante di economia al liceo, è mobilitato da diverse settimane: “Ho fra i 100 e i 120 studenti da gestire, se me ne aggiungono altri trenta, non mi sarà più possibile seguirli individualmente, e ci sarà una perdita di qualità dell’insegnamento”.

I funzionari oggi scioperano anche in protesta contro il progetto di legge sulla mobilità, che punta a incoraggiarli a cambiare lavoro, o a lasciare la pubblica amministrazione, in cambio di un’indennità. I sindacati denunciano la volontà di cancellare i diritti acquisiti dei lavoratori.

Ma il governo ha già ripetuto più volte non solo di aver fatto i compiti a casa, ma che quelli segnati con la penna rossa sulla riforma dalle organizzazioni sindacali non sono errori, e quindi non c‘è nulla da correggere.