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Terremoto in Cina. La pioggia e le scosse di assestamento intralciano i soccorsi

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Terremoto in Cina. La pioggia e le scosse di assestamento intralciano i soccorsi

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Le scosse di assestamento, anche molto forti, si susseguono, complicando il lavoro dei soccorritori. Per portare aiuto ai terremotati del Sichuan il governo cinese ha dispiegato 50mila soldati. Il lavoro dei militari è rallentato dalla pioggia battente che non smette di cadere sulle regioni sinistrate.

Nelle zone intorno all’epicentro è crollato l’80% delle costruzioni. Ma la paura fa sì che anche chi ha ancora una casa resti per strada, nel timore di nuovi crolli. Le persone che hanno perso tutto sono decine di migliaia. E alcuni cominciano a protestare, criticando la lentezza con cui arrivano gli aiuti:

“Non c‘è nulla – dice Zhu Xiaoli, abitante di Dujiangyan – Non ci hanno dato neanche una scatola di pasta. E’ da un giorno che non mangiamo e con noi ci sono anche dei bambini”.

Eppure, contrariamente a quanto avvenne per il precedente grande terremoto, nel ’76, che provocò oltre 200mila morti, il governo sta giocando la carta della trasparenza: non nasconde l’entità del disastro ed ha chiamato il paese alla mobilitazione generale.

Molti stati hanno espresso solidarietà alla Cina e Pechino ha fatto sapere che tutti i doni provenienti dalla comunità internazionale saranno i benvenuti.