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Myanmar, gravissimi ritardi negli aiuti

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Myanmar, gravissimi ritardi negli aiuti

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I primi aiuti umanitari internazionali vengono distribuiti alla popolazione del Myanmar colpita dal ciclone Nargis. Ma la giunta militare che governa l’ex Birmania non intende fare entrare nel Paese personale delle organizzazioni umanitarie e vuole far gestire le operazioni di soccorso dai soldati.
Le Nazioni Unite hanno avvertito dei rischi legati a una tale organizzazione: gli aiuti arrivano lentamente e a 11 giorni dalla catastrofe la maggior parte degli alluvionati non ha ricevuto ancora alcuna assistenza. Dopo le decine di migliaia di morti provocati dalle inondazioni, potrebbero essercene altrettanti per le epidemie.
Il governo del Myanmar sembra non voler rinunciare al proprio isolazionismo anche a costo di dure conseguenze per la popolazione.
Dalla Thailandia, il rappresentante degli affari umanitari dell’Onu Richard Horsey afferma:
“Non stiamo raggiungendo abbastanza alluvionati in tempi ragionevoli. Forse arriviamo a raggiungere un quarto, un quinto di chi ha necessità. Dobbiamo accelerare, subito”.
La Commissione europea ha convocato per oggi una riuione urgente dei ministri competenti in materia umanitaria per affrontare l’emergenza Myanmar.
Il bilancio ufficiale parla di 32 mila morti e 30 mila dispersi. Secondo le organizzazioni internazionali, le vittime sarebbero almeno 100 mila; e tra uno e due milioni i birmani che avrebbero subito danni gravi dal ciclone Nargis e che hanno bisogno d’assistenza.