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Libano: esercito pronto a usare la forza, nuovi scontri a Tripoli

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Libano: esercito pronto a usare la forza, nuovi scontri a Tripoli

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L’esercito libanese userà la forza per imporre l’ordine nel Paese: il Libano è piombato nella più grave crisi dalla fine della guerra civile nel ’90. L’annuncio delle forze armate è arrivato mentre a Beirut regna una calma fragile e si susseguono funerali e a Tripoli, nel nord, sono scoppiati nuovi scontri.

La crisi politica ha portato a un ulteriore rinvio – il diciannovesimo – della riunione del parlamento per eleggere il nuovo capo dello Stato. Il Paese ne è privo da novembre. Il leader anti-siriano Amine Gemayel si è rivolto ai filo siriani di Hezbollah che hanno aperto la crisi 18 mesi fa: “Insistiamo: prima di tutto vogliamo che Sayyed Hassan Nasrallah si impegni personalmente al cospetto dell’opinione pubblica libanese e internazionale e di tutti i paesi coinvolti: la Siria, l’Iran e l’Arabia Saudita. Il capo di Hezbollah deve impegnarsi a non usare più le armi in un conflitto interno”.

Sono oltre ottanta le vittime dei cinque giorni di combattimenti. A Tripoli miliziani alauiti, alleati di Hezbollah, si sono scontrati con gruppi filo governativi sunniti. C‘è stato un morto e alcuni feriti.

Mentre a Beirut da mercoledì emissari della Lega araba tenteranno di riallacciare il dialogo, centinaia di persone stanno lasciando il Libano attraverso la valle della Bekaa verso la Siria.