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Myanmar. Arriva il primo aereo USA con gli aiuti


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Myanmar. Arriva il primo aereo USA con gli aiuti

Un primo aereo statunitense carico di aiuti umanitari è atterrato all’aeroporto di Yangon, l’ex Rangoon, in Myanmar. Il C-130 trasporta 12 tonnellate di materiale destinato alle vittime del ciclone Nargis, fra l’altro: unità di trattamento dell’acqua, zanzariere e coperte.

L’arrivo del volo è di per sé un avvenimento, in quanto da oltre 10 anni il paese è sotttoposto a sanzioni economiche e commerciali da parte degli americani, come anche degli europei.

La giunta birmana accetta gli aiuti, ma insiste nel volerli gestire autonomamente, rifiutando ogni collaborazione estera. Secondo il Programma alimentare mondiale questo atteggiamento rallenta in modo significativo le operazioni di soccorso. A 10 giorni dal ciclone solo il 20% di quanto necessario sarebbe stato effettivamente distribuito, tanto più che alcune zone sarebbero ancora inaccessibili via terra.

Il bilancio ufficiale parla di 62mila morti e dispersi. Tuttavia, secondo le organizzazioni umanitarie, le cifre reali supererebbero i 100mila morti e le epidemie potrebbero provocare un numero di decessi dieci volte superiore.

La situazione dei profughi è durissima:

“Non ho più nulla – dice una donna cinquantenne nel campo di Myaungmya – ho perso la mia famiglia. Non ho da mangiare, non ho più una casa. Aiutatemi”.

Se una parte del paese è ridotta a un cumulo di macerie, ciò non impedisce alla giunta di autocelebrare il successo al referendum costituzionale, mantenuto, sabato, malgrado tutto.

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