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Libano. Ancora combattimenti a Tripoli e calma precaria nel resto del paese.


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Libano. Ancora combattimenti a Tripoli e calma precaria nel resto del paese.

I combattimenti in Libano hanno provocato oltre 80 morti in 5 giorni. Mentre i funerali si susseguono, nella calma precaria di Beirut sotto stretta sorverglianza militare, c‘è attesa per l’arrivo, mercoledì, degli emissari della Lega Araba, che tenteranno di riannodare il dialogo intercomunitario. Ma prima di discutere, il leader antisiriano Amin Gemayel vuole strappare un impegno ai filosiriani di Hezbollah:

“Insistiamo: prima di tutto vogliamo che Sayyed Hassan Nasrallah si impegni personalmente al cospetto dell’opinione pubblica libanese e internazionale e di tutti i paesi coinvolti: la Siria, l’Iran e l’Arabia Saudita. Il capo di Hezbollah deve promettere di non usare più le armi in un conflitto interno”.

Se il paese è più o meno calmo, nuovi combattimenti sono scoppiati questa mattina nel nord, a Tripoli, dove i miliziani alauiti, alleati di Hezbollah, si sono scontrati con gruppi armati filogovernativi sunniti. Gli incidenti hanno provocato alcuni feriti.

Una delle poche vie di comunicazione con l’esterno ancora aperte è quella verso la Siria che passa dalla valle della Bekaa. Centinaia di persone la stanno percorrendo per uscire dal Libano. Temono che il paese dei cedri precipiti di nuovo nella tragedia della guerra civile.

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