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Il Kosovo, sollevato per la vittoria di Tadic, porge una mano amica alla Serbia

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Il Kosovo, sollevato per la vittoria di Tadic, porge una mano amica alla Serbia

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Al di là della giovane frontiera, il Kosovo vive con sollievo la vittoria, per quanto fragile, degli europeisti.

I kosovari – quanto meno la maggioranza di etnia albanese – sono convinti che un governo guidato dal partito di Tadic avrebbe un impatto positivo sul processo di democratizzazione dell’ex provincia serba.

Il primo ministro Hashim Tachi ha teso una mano amica: “Il mio messaggio al presidente Tadic è che ora pensi più a Bruxelles e alla Nato che al Kosovo. Lui stesso sa che il Kosovo è un paese indipendente, sovrano e democratico e io personalmente sono pronto a collaborare con la Serbia per offrire un futuro migliore ai nostri due paesi e ai nostri popoli”.

I serbi kosovari però non si arrendono. È così che, in spregio alla dichiarazione unilaterale d’indipendenza dello scorso febbraio, hanno comunque partecipato alle elezioni di ieri: sia alle politiche, autorizzate in nome della “doppia cittadinanza” degli elettori della minoranza serba, sia alle municipali, che invece l’amministrazione Onu considera illegali.