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Si continua a combattere in Libano. Siniora contro Hezbollah: "Atrocità peggiori di quelle israeliane"

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Si continua a combattere in Libano. Siniora contro Hezbollah: "Atrocità peggiori di quelle israeliane"

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Si continua a combattere in Libano tra militanti drusi e gli sciiti di Hezbollah. Gli scontri più duri si registrano a una ventina di chilometri a sud della capitale Beirut, e non sono ancora finiti nonostante l’appello da parte dei due capi drusi Jumblatt e Arslan a deporre le armi e ad accettare l’autorità dell’esercito. Altri scontri sono avvenuti a Tripoli, la seconda città del paese.

Dal canto suo il governo anti-siriano di Fuad Siniora, dopo aver fatto alcune concessioni a Hezbollah, rivedendo le decisioni che hanno scatenato la rivolta, accusa i miliziani sciiti di aver attaccato innocenti civili in un modo che nemmeno Israele ha fatto nella guerra lampo dell’estate 2006.

Intanto, a Beirut, in gran parte sotto il controllo dell’esercito, si sono svolti i funerali di alcune delle vittime dei tre giorni di violenza.

Una violenza che da più parti si tenta di soffocare. Anche l’ex premier, il filosiriano Omar Karami, ha fatto appello ai libanesi affinché non diano ascolto alle sirene delle potenze straniere. “Credo che questi paesi ci stiano usando per i loro interessi”, ha detto.

Anche i ministri degli esteri della Lega Araba, riuniti al Cairo, hanno chiesto ai responsabili delle forze ribelli di ritirarsi dalle zone di tensione e di facilitare il compito delle forze armate libanesi dispiegate in quelle zone.