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Indignazione della comunità internazionale: in piena emergenza umanitaria la giunta militare non sospende il referendum sulla Costituzione

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Indignazione della comunità internazionale: in piena emergenza umanitaria la giunta militare non sospende il referendum sulla Costituzione

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Monta l’indignazione internazionale: mentre il paese è in ginocchio, la giunta militare al governo in Myanmar procede al referendum su una costituzione che ne fortifica i poteri. Il rifiuto a collaborare con la comunità internazionale per rendere efficaci gli aiuti stona con le immagini diffuse in queste ore dalla Tv pubblica che mostra i vertici del regime prodigarsi nei soccorsi. Il referendum si è svolto regolarmente nel resto paese, ma non nelle 47 zone disastrate nel sud-est e nella capitale Rangoon dove è previsto per il 24 maggio.

La Giunta invita caldamente a votare “Si” ad una costituzione che assegna ai militari un quarto dei 440 seggi e il diritto di veto sulle leggi. Esclude inoltre dalla vita politica i cittadini birmani che abbiano coniuge o figli di altra nazionalità. Una misura per mettere fuori legge la leader dell’opposizione Aung San Suu Kyi , sposata con un britannico. Nel 1990 anni era stata lei la vincitrice delle elezioni, esito ignorato dei militari

Intanto il personale sanitario internazionale, medicine e beni di prima necessità sono ammassati alle frontiere ed entrano con molta difficoltà causa la lentezza con cui il regime gestisce gli aiuti.