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Myanmar, dopo l'alluvione è emergenza sanitaria

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Myanmar, dopo l'alluvione è emergenza sanitaria

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Le conseguenze del ciclone che si è abbattuto una settimana fa sul Myanmar appaiono sempre piu’ gravi. Si teme che il bilancio dei morti possa superare la soglia dei 100 mila. La giunta militare oppone resistenza all’entrata del personale internazionale e degli aiuti. La diffusione dei beni di prima necessità è incerta.

Almeno 1 milione sono gli sfollati: che non hanno adeguata assistenza alimentare e sanitaria. Si teme, percio’, il dilagare di epidemie. La zona piu’ colpita dal ciclone è quella meridionale, lungo il delta del fiume Irrawaddy.

“Non c‘è piu’ tempo”, dice Richard Horsey, portavoce dell’agenzia Onu per gli affari umanitari. “C‘è il rischio che si doffondano dissenteria e colera. Mancano acqua potabile e servizi sanitari. Questo potrebbe causare tante vittime quante quelle del ciclone”.

Camion con gli aiuti del’Onu vengono riforniti alla frontiera thailandese, per poi varcare il confine. Possono soccorrere 10 mila sfollati, una piccola parte della popolazione colpita.
Secondo l’ultimo bilancio fornito dal governo locale, i morti sarebbero oltre 23 mila, i dispersi 37 mila.