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Le mani di Hezbollah su Beirut-ovest. Il governo: "è un golpe per riportare la Siria nel Paese"

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Le mani di Hezbollah su Beirut-ovest. Il governo: "è un golpe per riportare la Siria nel Paese"

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Una parte della capitale libanese è controllata dal movimento radicale sciita, dopo due giorni di combattimenti con i filogovernativi in cui ci sono stati almeno undici morti e una trentina di feriti. Tre persone sono state uccise nella valle della Bekaa.

Il governo ha affermato che si tratta di un golpe di Hezbollah per riportare la Siria in Libano e servire gli interessi iraniani.

L’esercito è dispiegato a difesa della sede del governo della residenza di Saad Hariri, il leader della maggioranza parlamentare anti-siriana, colpita da un granata. Giovedì Hariri aveva chiesto al leader di Hezbollah Hassan Nasrallah di togliere l’assedio a Beirut.

L’opposizione filosiriana, che da 18 mesi considera illegittimo il governo, ha fatto sapere che continuerà con i blocchi stradali fino a quando non sarà trovata una soluzione politica. Bloccate ancora le strade che conducono all’aeroporto e al confine con la Siria.

Uomini armati hanno fatto irruzione nella tv di proprietà della famiglia Hariri costringendola a sospendere le trasmissioni.

Sulla crisi c‘è stato anche il rimpallo di responsabilità tra i Paesi della regione. Israele accusa l’Iran di fomentare i disordini, Teheran replica che Stati Uniti e Israele alimentano il caos. La Siria sostiene che si tratta di una vicenda tutta libanese.

Centinaia di cittadini stranieri e di lavoratori siriani stanno lasciando il Paese. L’Italia sta predisponendo un piano di evacuazione per i propri cittadini. Molti Paesi europei sconsigliano di partire per il Libano.