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L'Italia commemora Aldo Moro. A 30 anni dalla morte, ancora molte ombre

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L'Italia commemora Aldo Moro. A 30 anni dalla morte, ancora molte ombre

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L’Italia rende oggi omaggio ad Aldo Moro. La prima “giornata della memoria”, istituita per commemorare le vittime del terrorismo, cade nel trentennale dal ritrovamento del corpo del leader democristiano. La cerimonia si è svolta proprio in via Caetani, a Roma, dove i brigatisti quel nove maggio lasciarono la Renault rossa con il cadavere di Moro nascosto nel cofano. Una via simbolicamente vicina alle sedi di Dc e Pci.

L’uccisione dell’ex presidente del consiglio fu uno shock per gli italiani che avevano seguito con il fiato sospeso la vicenda cominciata 55 giorni prima con la strage di via Fani, in cui lo statista fu catturato in un’imboscata e le sue cinque guardie del corpo uccise.

Moro aveva guidato cinque governi, ed era l’autore con il comunista Enrico Berlinguer del cosiddetto compromesso storico, il riavvicinamento delle frange comuniste e di sinistra verso l’area moderata e centrista.

È questa posizione moderata che gli costò la vita, secondo Ferdinando Imposimato, giudice istruttore del caso Moro: “Cossiga aveva interesse a che Moro non fosse liberato, aveva interesse a che Moro venisse eliminato dalle Brigate Rosse perché era artefice del compromesso storico, del dialogo tra cattolici e comunisti, e lui non voleva. Ma secondo me c’erano anche ragioni di carattere personale perché c’era una competizione per la scalata alla presidenza della Repubblica”

Di invidie e gelosie parla anche una delle figlie di Moro, Maria Fida. Che smentisce di fronte alle telecamere di EuroNews la voce secondo cui i familiari avrebbero cercato di avviare trattative autonome con le Brigate Rosse: “Non direi che c’erano delle trattative dirette. Direi che c’erano una serie di trattative esterne, anche quelle internazionali, importanti, tipo la Caritas, l’Onu, e quant’altri che certamentela mia famiglia favoriva e che però sono state tutte stoppate in malo modo da un potere molto forte”.

Trent’anni dopo, molte ombre aleggiano ancora su questa vicenda. Ma ora chiunque può consultare gli atti della Commissione d’inchiesta on-line. Un’iniziativa del Senato della Repubblica che potrebbe contribuire a gettare luce su qualche mistero.