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Il regime birmano chiude ai soccorritori stranieri e conferma il referendum per sabato

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Il regime birmano chiude ai soccorritori stranieri e conferma il referendum per sabato

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La giunta militare birmana rifiuta di accogliere i volontari stranieri che intendono aiutare le vittime del ciclone Nargis. L’annuncio è arrivato con un articolo del giornale ufficiale del regime. Per protestare contro questa decisione il premier tailandese ha rinunciato al viaggio a Myanmar che aveva in programma domani.

Il regime vuole gestire l’aiuto finanziario in solitudine, cosi come la distribuzione dei generi di prima necessità ai senzatetto. Nessun aereo straniero è stato autorizzato a sorvolare o ad atterrare sul suolo di Myanmar. L’esercito statunitense, presente nella vicina Tailandia, resta in stato d’allerta.

Secondo le Nazioni Unite è ormai lotta contro il tempo per soccorrere i sopravvissuti al ciclone che ha devastato il sud del paese e causato oltre 23 mila morti e piu di 40 mila dispersi. Il bilancio tuttavia potrebbe ancora salire.

L’Onu ha lanciato un appello alla comunità internazionale affinché si continui a mandare aiuti e a cooperare per i prossimi sei mesi alla ricostruzione.

Nonostante la tragedia che ha colpito il paese la giunta al potere ha confermato il referendum di sabato sulla nuova costituzione. Degli spot sono stati diffusi per invitare la popolazione a recarsi alle urne.

L’opposizione ha chiesto di rinviare la votazione, riconfermando la propia contrarietà alle modifiche costituzionali, che rinforzano i poteri dei militari.