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Myanmar: arrivano gli aiuti, restano i problemi

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Myanmar: arrivano gli aiuti, restano i problemi

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Nonostante le pressioni internazionali gli aiuti arrivano con difficoltà in Myanmar. Il regime si apre lentamente al sostegno esterno: un primo risultato è l’arrivo di un aereo delle Nazioni Unite.

Il passaggio del ciclone Nargis ha provocato oltre 22 mila morti secondo il bilancio ufficiale, oltre 100 mila secondo fonti statunitensi. Decine di migliaia i dispersi e i senza tetto. Una parte del paese è ancora sott’acqua.

Gli Stati Uniti hanno ricevuto il via libera dai militari – al potere da 46 anni – ma il loro volo non è potuto ancora atterrare. Un primo aereo del Programma alimentare delle Nazioni Unite è arrivato a Yangon, l’ex capitale Rangun, sostituita dalla giunta con Naypyidaw.

L’Onu ha anche chiesto ai militari di poter inviare un centinaio di esperti, ma le procedure per ottenere i visti sono lentissime. Le organizzazioni umanitarie sono costrette a negoziare volta per volta con il regime i permessi.

E le organizzazioni umanitarie avvertono che c‘è il rischio di epidemie. Manca tutto: acqua, cibo, medicine. Se gli aiuti non arriveranno il bilancio delle vittime rischia di salire.

Nonostante la situazione disastrosa la giunta ha deciso che il voto sul referendum costituzionale si svolgerà lo stesso, è stato rinviato solo in alcune zone fortemente colpite.