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La Slovenia al lavoro per l'Unione per il Mediterraneo

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La Slovenia al lavoro per l'Unione per il Mediterraneo

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L’Unione per il Mediterraneo è un affare che riguarda anche la Slovenia, presidente di turno dei 27, che con i suoi 45 chilomentri di coste sostiene l’idea del presidente francese per ridare smalto alla politica mediterranea. La Germania, inizialmente molto ostile, ha determinato un cambiamento di rotta fondamentale per il nuovo organismo europeo.

Restano le perplessità di molti stati membri come la Polonia, come sottolinea un europarlamentare polacco Jacek Sryus-Wolski: “La politica mediterranea è vecchia, anche se forte, mentre le politiche di vicinato verso l’est europeo sono molto più recenti e hanno bisogno di molto più impegno”.

La posizione polemica di Polonia e Germania ha fatto deragliare il progetto dai binari politici verso quelli più prettamente culturali. A incoraggiare un’unione per il mediterraneo che stimoli gli scambi culturali è il commissario alla Cultura e all’Educazione Jan Figel:

“Posso immaginare specifiche azioni nel campo culturale, per esempio moltiplicare la mobilità per studenti, professori e ricercatori, aprire specifiche finestre per tutta la regione da includere nel programma Erasmus mundus”.

Tra gli obiettivi dell’Unione il recupero ambientale del Mediterraneo e della sua centralità come snodo di scambi.