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Jaap de Hoop Scheffer: "La difesa europea e la Nato devono essere complementari"

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Jaap de Hoop Scheffer: "La difesa europea e la Nato devono essere complementari"

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Al vertice di Bucarest la Nato tenterà di ricucire le divisioni su questioni cruciali. A partire dall’Afghanistan: il segretario generale Jaap de Hoop Scheffer da tempo chiede agli Stati membri più riluttanti un maggiore e diverso impegno militare. Favorevole a una forte difesa europea, Jaap de Hoop Scheffer ha tra i suoi compiti gestire il dossier Georgia e Ucraina: la Russia è fortemente contraria a una loro futura adesione alla Nato.

EuroNews: Quando parliamo di esercito e di difesa l’Occidente esiste ancora?

Jaap de Hoop Scheffer: L’Occidente, in senso classico, culturale, sta cooperando sempre di più. Se ad esempio si considera la missione della Nato in Afghanistan, con nuovi partner da altre parti del mondo che non sono considerate tradizionalmente Occidente.

EuroNews: In Afghanistan Stati Uniti e Nato esortano con forza i membri della Nato ad accrescere la loro partecipazione inviando altri soldati. Molti Paesi però non intendono ampliare il proprio contingente…

Jaap de Hoop Scheffer: Come segretario generale della Nato naturalmente sono molto favorevole a ridurre i limiti all’uso della forza quando è necessaria per i contingenti inviati in Afghanistan. Credo ci siano ancora troppi caveat, come li chiamiamo nel nostro gergo, limiti all’uso delle forze. E se si considerano i contingenti in termini numerici, non sono ancora completamente soddisfatto. Ma non sono preoccupato, perché ultimamente molti Paesi si sono assunti delle responsabilità e so che a Bucarest accadrà la stessa cosa.

EuroNews: Quali Paesi…

Jaap de Hoop Scheffer: Non posso scendere nei particolari, ma il presidente francese ha dato un segnale molto chiaro durante la sua visita di Stato a Londra parlando della possibilità di un aumento del contingente francese in Afghanistan. E so che altre nazioni stanno pensando di accrescere il numero di soldati.

EuroNews: Per quanto riguarda l’allargamento della Nato all’Ucraina e alla Georgia: questi Paesi temono che alcuni membri della Nato, soprattutto quelli dell’Europa occidentale, si piegheranno agli interessi della Russia e cercheranno di bloccarlo…

Jaap de Hoop Scheffer: Non stiamo discutendo dell’adesione alla Nato di Ucraina e Georgia, ma del possibile ingresso nel cosiddetto “Piano di azione per l’adesione”. Però il principio della porta aperta alla Nato è un principio sacro. La porta della Nato è aperta, anche all’Ucraina e alla Georgia, se vogliono. Sta alla popolazione e ai governi di questi Paesi decidere ciò che vogliono e la decisione sull’allargamento deve essere presa dai 26 alleati della Nato.

EuroNews: Cosa pensa delle critiche russe?

Jaap de Hoop Scheffer: Condivido queste critiche. Non le condivido per definizione perché questo implicherebbe che non si tratta di una decisione presa dai 26 alleati della Nato. Ma se la percezione a Mosca – i russi sono i nostri partner, c‘è una cooperazione molto importante con la Russia, c‘è un consiglio Nato-Russia dove parliamo di queste cose – se questa è la percezione a Mosca, allora dovremmo discuterne apertamente. Ma tutti dovrebbero rendersi conto che la decisione finale è presa a Bruxelles dai 26 alleati della Nato e in nessun altro luogo.

EuroNews: Ma il Kosovo, lo scudo anti-missilistico e l’adesione di Ucraina e Georgia sono tutti elementi che non contribuiscono alle buone relazioni tra gli Stati membri e la Russia.

Jaap de Hoop Scheffer: Siamo tutti adulti e la relazione tra la Nato e la Russia è una relazione tra adulti, una relazione importante. Vorrei sottolineare che dobbiamo impegnarci con i russi e i russi con noi, con la Nato, non c‘è che una sola parola, impegno.

EuroNews: In che modo?

Jaap de Hoop Scheffer: Affrontando i temi più difficili. Sa che c‘è un colloquio bilaterale in corso, visto che parliamo con statunitensi e russi della difesa missilistica. C‘è anche un dibattito sulla struttura della Nato a proposito della difesa missilistica, ne stiamo discutendo e abbiamo discusso diverse volte del Kosovo nel consiglio Nato-Russia, a livello di ambasciatori a Bruxelles. Si discute, si tenta di capire gli argomenti di tutti, ma lo si fa ben sapendo che a fine giornata non si arriverà a un accordo su tutto e non c‘è niente di sbagliato in questo. La Russia ha degli interessi, noi abbiamo interessi e la domanda è come conciliare questi interessi, come evitare che siano fonte di conflitto, se necessario, ma d’altro canto su ciò che la riguarda è la Nato che decide.

EuroNews: Alcuni membri occidentali della Nato sarebbero interessati a creare una sorta di zona cuscinetto neutrale, che includa Ucraina, Georgia e Moldova, tra la Nato e la Russia…

Jaap de Hoop Scheffer: Non ne abbiamo discusso e non credo che la Nato lo farà. La guerra fredda è finita, e il vecchio concetto di neutralità è ormai un concetto appunto, che era pertinente nella guerra fredda. Ma ora lo è meno visto che c‘è una cooperazione intensa con i russi.

EuroNews: Crede sia possibile la coesistenza tra difesa europea e Nato?

Jaap de Hoop Scheffer: Si, credo. Non credo invece e non sono favorevole a un pilastro europeo all’interno della Nato, ma una difesa e una sicurezza europee mature e una Nato altrettanto adulta – visto che la Nato è cresciuta in 60 anni, quest’anno è il sessantesimo anniversario – secondo me sono complementari.

EuroNews: Crede sia importante il riavvicinamento tra la Francia e la Gran Bretagna nella prospettiva di una coesistenza tra una struttura di difesa militare europea e la Nato?

Jaap de Hoop Scheffer: Si, lo penso. La Gran Bretagna è naturalmente un soggetto chiave visto che è un membro rilevante della Nato e dell’Unione Europea. Credo sia molto importante se si pensa a Londra, Parigi, e Berlino che trovino un accordo sul principio di rafforzare la sicurezza e la difesa europea da un lato, e dall’altro sul principio di rafforzamento della Nato, visto che sono tutti membri importanti della Nato. Non si ricominci da zero nell’Unione Europea: complementarità, nessun doppione ma complementarità, sono queste le parole chiave.