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Proposta choc dell'arcivescovo di Canterbury: "Si alla sharia nelle leggi britanniche"

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Proposta choc dell'arcivescovo di Canterbury: "Si alla sharia nelle leggi britanniche"

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Applicare alcuni aspetti della Sharia non solo in un tribunale di un Paese islamico, bensì nel Regno Unito. Per molti una provocazione, se non fosse che a lanciarla è stato nientemeno che la massima autorità spirituale anglicana, aprendo alla legge islamica: “Non si tratta semplicemente di una contrapposizione tra due sistemi legali rivali quando si discute della legge islamica e di quella britannica – ha detto l’Arcivescovo di Canterbury Rowan Williams. Riconoscere la Sharia significa riconoscere una metodologia fondata su testi rivelati piuttosto che su un unico sistema”.

Per l’Arcivescovo, adottare parti della legge islamica favorirebbe la coesione sociale. Ma il mondo politico storce il naso e il Governo si affretta a prendere le distanze:

Jaqui Smith, ministro degli Interni britannico: “In questo Paese c‘è una legge, ed è quella determinata in modo democratico. Quella a cui farò riferimento e che sta alla base dei valori che condividiamo nelle comunità di questo Paese”.

Nel Regno Unito vivono quasi due milioni di musulmani. Molti di loro hanno accolto in modo positivo l’apertura. Sheikh Ibrahim Mogra, rappresentante dei musulmani britannici: “Credo sia importante suggerire che nel sistema legale britannico c‘è la volontà di riconoscere alcuni aspetti della Sharia. A parlare è la grandezza di un grande uomo”.

La proposta è destinata a fare discutere in un Paese dove il multiculturalismo è stato minato dalle stragi del luglio 2005.