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Governo e opposizione condannano l'arcivescono di Canterbury, no alla sharia nell'ordinamento britannico

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Governo e opposizione condannano l'arcivescono di Canterbury, no alla sharia nell'ordinamento britannico

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Strali da governo e opposizione, ma nessun aperto sostegno dalla comunità musulmana britannica. La proposta dell’arcivescovo di Canterbury di integrare parti della sharia nell’ordinamento britannico è stata fortemente criticata. Sulla stampa la reazione è la stessa: stupore, governo e opposizione ritengono “pericolose” le proposte del capo spirituale della chiesa anglicana.

Secondo Rowan Williams i musulmani dovrebbero poter scegliere tra tribunale civile e islamico per risolvere alcune controversie. “La presenza di comunità che fanno riferimento a qualcos’altro al di là del sistema legale britannico è largamente percepita come una sfida crescente per la nostra società”, ha detto Williams. Dopo gli attentati del 2005 a Londra, è tornato alla ribalta il tema dell’integrazione dei musulmani, un milione e seicentomila. Il 40 per cento dei giovani musulmani invoca l’applicazione della sharia. Ma il consiglio dei musulmani di Gran Bretagna sostiene di non reclamare tribunali islamici.

“Williams sembra suggerire che ci siano due ordinamenti giuridici l’uno affianco all’altro, quasi paralleli e che la gente possa scegliere se conformarsi o no al nostro sistema. Per me è inaccettabile”, ha detto Sayyeda Warsi, ministro per la coesione sociale del governo-ombra e parlamentare Tory. “Come cittadini britannici anche se ci sono differenze di razza o religione siamo tutti soggetti alla stessa legge, la legge britannica fatta dal parlamento britannico e interpretata dai tribunali britannici”.
Secondo l’arcivescovo di Canterbury la sharia potrebbe regolare aspetti come il divorzio e le dispute finanziarie. La legge britannica prevede già il ricorso a un tribunale religioso su questioni civili se c‘è accordo tra le parti interessate.