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Ciad, i rifugiati in Cameroun cominciano a tornare a N'Djamena

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Ciad, i rifugiati in Cameroun cominciano a tornare a N'Djamena

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Cominciano a fare ritorno a N’Djamena, chi a piedi chi in motocicletta, i rifugiati ciadiani che nei giorni scorsi erano entrati in Cameroun per allontanarsi dalle violenze scoppiate nel fine settimana. Un primo effetto della calma che sembra tornata nella capitale del Ciad, dopo giorni di scontri tra gruppi di ribelli e le forze fedeli al presidente Idriss Deby.

Nella sua prima conferenza stampa dopo la fine dell’assedio, che lo ha bloccato per due giorni all’interno del palazzo presidenziale, il capo dello stato ha assicurato che le forze ciadiane hanno “il controllo totale non solo della capitale, ma dell’intero paese”.

Deby ha quindi aperto all’ipotesi di una grazia per i sei cittadini francesi della Ong Arche di Zoe, condannati a otto anni di prigione per tentato rapimento di minori. Un segnale di riconoscenza per l’appoggio francese durante la crisi di questi ultimi giorni. Proprio ieri, infatti il ministro della Difesa di Parigi, Hervé Morin, si era recato a N’Djamena per ribadire che la Francia sostiene il governo legittimo del Ciad.

Intanto, il Comitato Internazionale della Croce Rossa ha calcolato che sono più di 160 le vittime degli scontri dell’ultimo fine settimana a N’Djamena e circa un migliaio i feriti. E anche se in alcune zone la città comincia a riprendere i suoi ritmi abituali, in altri quartieri i morti giacciono ancora lungo le strade.