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USA. E' il supermaterdì: si vota in 24 stati decisivi per decidere chi sarà candidato alla Casa Bianca

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USA. E' il supermaterdì: si vota in 24 stati decisivi per decidere chi sarà candidato alla Casa Bianca

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I newyorkesi aprono le danze del Supermartedì delle primarie statunitensi. Iscritti repubblicani e democratici vanno alle urne per scegliere i delegati grandi elettori che poi designeranno i rispettivi candidati alla Casa Bianca per le presidenziali del 4 novembre.

Si vota in 24 stati, fra i più importanti. Oltre a quello di New York e al New Jersey, c‘è la California, decisiva soprattutto per i democratici. La California invia quasi la metà dei delegati al congresso che, a fine agosto, indicherà ufficialmente il candidato del partito dell’asino.

Il senatore afroamericano dell’Illinois Barak Obama e la senatrice di New York Hillary Clinton sono più che mai testa a testa. Una situazione di incertezza che, secondo i politologi, se perdurasse troppo potrebbe nuocere al partito. Ma c‘è chi individua una tendenza, come l’analista Tom Bevan:

“Nel campo democratico, i sondaggi indicano un significativo avvicinamento ad Obama. Proprio adesso alcune indagini demoscopiche lo danno in vantaggio in California. Alcuni sondaggi nazionali dicono la stessa cosa. E questo naturalmente conta nel momento in cui abbiamo le prime primarie pseudo-nazionali”.

In campo repubblicano le cose sono più facili, in apparenza. Il senatore dell’Arizona John Mac Cain ha un vantaggio a due cifre sui suoi principali sfidanti, sempre secondo i sondaggi, che però, in passato, si sono rivelati inaffidabili. L’unico che potrebbe ancora creargli problemi è l’ex governatore del Massachussets Mitt Romney.

Questo Supermartedì, del resto, dovrebbe essere soprattutto il supermartedì repubblicano proprio perché, più che in campo democratico, da queste primarie dovrebbe uscire, in via definitiva, IL candidato repubblicano per il 4 novembre.