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Cessate il fuoco solo se il presidente se ne va

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Cessate il fuoco solo se il presidente se ne va

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Le vie di N’Djamena sono calme, ma è una calma tragica: ci sono ancora morti per strada e chi esce di casa lo fa solo se è armato fino ai denti. I ribelli hanno accettato il cessate il fuoco ma a una condizione: che il presidente Idriss Deby si dimetta. I ribelli hanno addossato la responsabilità delle perdite tra i civili alle truppe francesi. Da Parigi, lo stato maggiore smentisce categoricamente.

Un appoggio al governo di N’Djamena è venuto lunedi’ dal Consiglio di sicurezza dell’Onu, che ha invitato tutti gli Stati membri a sostenere le istituzioni legittime del Ciad.
Ora l’emergenza riguarda i rifugiati. Un flusso continuo di ciadiani privi di mezzi di sostentamento è diretto verso il Camerun. Attraversano il ponte sul fiume Chari e altri passaggi naturali.

Si calcola che almeno 20 mila persone abbiano già traversato la frontiera. Molti hanno parenti che li accolgono, ma sono almeno 7 mila quelli che dormono all’addiaccio a Kousseri, una città che aveva già subito l’invasione dei rifugiati nella crisi ciadiana del millenovecento ottanta.

Sono in arrivo i primi materiali di soccorso, richiesti dalla Croce rossa internazionale e dalle Nazioni Unite.