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Ballottaggio per le presidenziali anche in Kosovo ma gli albanofoni disertano le urne

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Ballottaggio per le presidenziali anche in Kosovo ma gli albanofoni disertano le urne

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Le consultazioni serbe si sono tenute anche nella provincia separatista del Kosovo ma le poche decine di elettori di etnia serba che ancora abitano nel capoluogo Pristina hanno dovuto spostarsi in un’enclave vicina per poter votare. Prima dei bombardamenti della Nato del 1999 a Pristina vivevano 45.000 serbi.

Ora la popolazione fedele a Belgrado è concentrata in poche località, come nella parte nord di Mitrovica. A proteggerla, per evitare scontri con la maggioranza albanofona, sono i soldati dell’Alleanza Atlantica.

A Mitrovica si attende una schiacciante vittoria del candidato ultranazionalista Nikolic.

“La Serbia è la Serbia e il Kosovo deve continuare a farne parte, bisognerebbe fare un referendum [nazionale] per ribadirlo”, dice residente.

“Il Kosovo è nostro”, sottolinea sua moglie dicendo che voterà per Nikolic.

Tadic o Nikolic, a Pristina la stampa albanofona rappresenta entrambi i candidati come ostili.

Qualcuque sarà il risultato, dice il vice-premier kosovaro Hajredin Kuqi, il destino della provincia è segnato.

“Le elezioni di oggi in Serbia non avranno impatto sul futuro del Kosovo. Continueremo a cooperare con tutti i Paesi, Serbia inclusa… in ogni caso il Kosovo diventerà presto uno stato indipendente”.

L’Unione Europea, che vuole sostituirsi all’amministrazione speciale dell’Onu, dovrebbe presto inviare in Kosovo una missione di 1.800 persone.