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Occhi puntanti sulla Bce

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Il giorno dopo la decisione della Federal Reserve, l’istituto di emissione americano, che nel giro di neppure dieci giorni ha tagliato il tasso di sconto dal 4.25% al 3%, occhi puntati sulla Banca Centrale Europea. Ma a Francoforte, nonostante i ripetutivi inviti a prendere posizione, tutto tace. Se il presidente della Bce Jean-Claude Trichet resta muto il cosito del denaro nei 15 paesi di Eurolandia resta stabile al 4%: come sette mesi. “Il problema, dice quets’ imprenditore immobiliare, è che bisogna essere aggressivi: La Fed ha agito bene perchè è riuscità a dare fiducia ai mercati: è questo il suo potere”.

A Francoforte ci vorrà ancora una settimana per conoscere il parere dei signori dle credito. E’ infatti convocataa per il sette febbraio la riunione mensile della Bce, anche se sono rimasti in pochi a credere in una riduzione del tasso del denaro.

Il motivo di tanta ritrosia è da cercare nella crescita del tasso dd’inflazione: piu’ 3,2% a gennaio su base tendenziale annua. E’ il piu’ alto costo della vitaa da cinque anni e come ha sempre ripetito Trichet il controllo dei prezzi è fondamentale per una buona gestione monetaria.