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Missione Eufor: già in Ciad i militari italiani

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Missione Eufor: già in Ciad i militari italiani

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Le avanguardie sono già sul posto. I primi militari della missione europea incaricata di proteggere i profughi del Darfur sono giunti in Ciad. Sono italiani. A N’djamena, la capitale del Ciad, stanno allestendo un ospedale da campo. Nei prossimi giorni saranno raggiunti da circa 3.700 soldati inviati da 14 paesi europei. Il loro compito sarà quello di difendere le migliaia di rifugiati del Darfur che hanno lasciato la loro regione per sfuggire alla guerra civile e hanno trovato accoglienza in Ciad e nella Repubblica Centro Africana.

Il comandante della missione, il generale irlandese Patrick Nash, precisa le regole d’ingaggio.

“La nostra missione è chiara. Se i ribelli del Ciad non interferiranno con il nostro lavoro, noi non ce ne occuperemo. Ma se dovessero interferire, ci comporteremo di conseguenza”.

Traduzione: se attaccati, i militari dell’Eufor faranno fuoco.

Nash ha parlato dal quartier generale della missione, alla periferia di Parigi. Sul posto, a dirigere le operazioni di peacekeeping, sarà un altro generale, il francese Jean-Philippe Ganascia.

Non è un caso: dei 3.700 soldati che compongono la missione, 2.000 sono francesi. Il loro compito non si annuncia facile. L’area in cui si stanno dispiegando i militari dell’Eufor è stata teatro, questo martedí, di violenti scontri tra l’aviazione ciadiana e i ribelli ostili al presidente Idriss Deby Itno.

Spettatori terrorizzati migliaia di profughi del Darfur fuggiti da una guerra e infilatisi in un’altra.