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La corsa per il Cremlino

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La corsa per il Cremlino

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Il superfavorito alle presidenziali del 2 marzo prossimo, Dimitri Medvedev, conduce la campagna elettorale nel solco del suo mentore, Vladimir Putin. Come Putin, che lo ha incoronato suo successore non potendo presentarsi per un terzo mandato, Medvedev rifiuta ogni dibattito elettorale. Non ne ha bisogno: le televisioni russe, pro Cremlino, seguono ogni suo passo.

Da ogni pulpito, continua a presentarsi come il difensore dei diritti e del potere d’ aquisto dei cittadini. Con questo discorso e il sostegno di Putin, raccoglie oltre il 60 per cento delle intenzioni di voto.

Degli altri tre candidati che si presentano alle presidenziali, il comunista Guennadi Ziuganov la settimana scorsa aveva minacciato di ritirarsi per boicottare elezioni definite “una buffonata”. Ma poi ha fatto marcia indietro.

La sua speranza è farcela ad arrivare al secondo turno, dando cosî alla genle la possibilità di una scelta, dice.

L’ultranazionalista Vladimir Jirinovski presenza fissa delle elezioni russe con le sue dichiarazioni provocatorie, riesce sempre a racimolare un pugno di voti che indeboliscono ulteriormente la posizione del comunista Ziuganov.

Il quarto candidato, Andrei Bogdanov, leader del minuscolo partito democratico e considerato una marionetta del Cremlino, ha detto invece di confidare anche nei voti degli elettori di Kasianov, l’ex premier e feroce critico di Putin, eliminato dalla commissione elettorale.