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Serbia - UE, rimandato l'accordo per l'ingresso. Ma Bruxelles tende la mano al presidente Tadic

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Serbia - UE, rimandato l'accordo per l'ingresso. Ma Bruxelles tende la mano al presidente Tadic

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Trattative tese, a Bruxelles, sulla firma del Patto di stabilizzazione e associazione tra Unione Europea e Serbia: passo formale verso l’integrazione europea del paese balcanico.

A una firma nell’immediato si oppone l’Olanda, che chiede alla Serbia, come condizione, la piena cooperazione col tribunale penale internazionale per i crimini nell’ex Yugoslavia. Ma nel pomeriggio i 27 hanno trovato un compromesso: a Belgrado offrono, per il momento, un patto ad interim di natura economica e commerciale.

Il commissario europeo all’allargamento, Olli Rehn, esprime la sua vicinanza a chi, in Serbia, guarda all’integrazione: “I serbi stanno scegliendo tra un futuro europeo e un passato nazionalista. Dobbiamo ora mandare loro un segnale molto forte sul futuro europeo, decidendo di firmare a breve il Patto di stabilizzazione e associazione”.

Il riferimento è alle presidenziali serbe, il cui ballottaggio si svolgera’ domenica 3 febbraio.
A contendere il titolo al presidente uscente Tadic, europeista, è il nazionalista Nikolic, filorusso e antieuropeista.

Uno scenario complesso su cui grava anche la questione dell’indipendenza del Kosovo: indipendenza che potrebbe essere proclamata a giorni. L’Europa, favorevole all’autonomia della regione, cui si oppone la Russia, sta mettendo a punto i dettagli di una missione: sarebbero 2 mila le persone che Bruxelles si accinge ad inviare, per aiutare il Kosovo a delineare il suo nuovo statuto.