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Russia, la corsa al Kremlino perde un candidato. Critiche di metodo sulle presidenziali

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Russia, la corsa al Kremlino perde un candidato. Critiche di metodo sulle presidenziali

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E’ polemica, in Russia, per la decisione della commissione elettorale, che ha escluso dalle presidenziali del 2 marzo il candidato dell’opposizione liberale, l’ex premier Michail Kassianov.

La commissione ha giudicao nulle 80 mila firme, delle 2 milioni raccolte per la presentazione della sua candidatura. “Le speranze di milioni di cittadini russi, che attendevano dal presidente Putin l’adempimento del suo principale dovere costituzionale, ovvero assicurare libere elezioni, rimangono deluse”, ha dichiarato Kassianov durante una conferenza stampa.

Kassianov ha fatto un appello ai cittadini perche’ boicottino le elezioni, che ha definito “una farsa”. Una posizione vicina a quella di uno dei quattro candidati ammessi, il comunista Zuganov, che aveva minacciato di lasciare la corsa elettorale, qualificandola come “buffonata”.

Annunciando sabato di voler comunque correre, Zuganov si è scagliato contro la mancanza di confronti pubblici e contro la sovraesposizione mediatica di Medvedev, il candidato di gran lunga favorito, delfino di Putin.